STORIA
II territorio dell'attuale Comune di Varmo risulta già
abitato, come reperti archeologici dell'Età del Bronzo e
del Ferro, in epoca preistorica.
Fu ben definito da insediamenti nel periodo romano, siccome situato
nelle vie di raccordo tra il Portus Tisanae e il Quadruvium, a breve
distanza dal Tagliamento, un tempo in certi periodi navigabile.
Nella zona orientale del Comune si sono scoperte in passato anche
testimonianze longobarde.
Purtroppo, periodicamente, la zona è stata sconvolta dalle
alluvioni tilaventine, asportando e distruggendo gli insediamenti
abitativi stessi.
A seguito della distruzione di Aquileia e Concordia da parte delle
orde di Attila e delle susseguenti invasioni barbariche, la zona
si spopolò. Nei Sec. IX e X, i Patriarchi di Aquileia ripopolarono
la zona importando gente dalla Slavia. Ecco che questi nuovi abitatori
portarono nel territorio la loro cultura e lingua. In tal senso,
la toponomastica lo testimonia eloquentemente, con gli attuali paesi
di Belgrado, Santa Marizza, Santa Marizzutta, Cornazzai, Straccis,
Jutizzo, Gorizzo, Gradisca, Gradiscutta ,... mentre, in contrapposizione,
abbiamo un Romans, a testimoniare un insediamento superstite alle
citate invasioni e al successivo ripopolamento slavo.
Lungo l'antico tracciato stradale della romana Crescentia, che costeggiava
il Tagliamento, ecco che sorgeva un articolato, complesso castellologico
(basti citare: Varmo di Sopra e Varmo di Sotto, Belgrado, Madrisio,
...) a difendere strategicamente il territorio. I feudatari erano
tutti appartenenti alla nobiltà d'Oltralpe o affini al Principe-Patriarca.
Presenze fortificate, queste, oggi scomparse, abbattute dalle disastrose
alluvioni e dalle vicende umane.
Maggiore importanza l'ebbe sicuramente il celebrato Belgrado "dei
Sette Castelli", già feudo dei Conti di Gorizia,
per passare poi nel 1468 alla Co.ssa Caterina de
Cilly. Vi dimorò Stefano figlio di Giorgio Despota di Serbia.
Nel 1515 il Castello di Belgrado divenne proprietà
del nob. Girolamo Savorgnan, per i valorosi servigi prestati alla
Serenissima.
La Contea belgradese ebbe giurisdizione su 70 paesi friulani e tale
condizione si perpetuò fino alla venuta di Napoleone.
Il resto del territorio dell'attuale Comune apparteneva alla giurisdizione
dei Conti di Varmo, mentre Madrisio e Canussio agli Ungrispach.
Gradiscutta, invece, era un'insula asburgica (per questo ancora
oggi e detta "imperiale").
Le successive vicissitudini storiche ed economiche della zona sono
accumunate a quelle della Piccola Patria, per poi giungere anche
se di riflesso al periodo risorgimentale, al plebiscito del 1866
(nel quale Varmo espresse voto contrario all'annessione all'Italia).
Infine, le guerre mondiali, il periodo fascista (che ha visto presenti
in Varmo, per motivi privati, personalità di spicco della
gerarchia), la liberazione e quello contemporaneo.
Attualmente, il Comune presente caratteristiche prevalentemente
agricole, con forti, interessanti presenze artigianali e del terziario.
Le caratteristiche ambientali, di risorgiva, culturali del territorio
sono state descritte e celebrate da poeti ed artisti (il Belloni,
Ermes di Colloredo, Ippolito Nievo, Giovanni Zuttioni, Elio Bartolini,
Amedeo Giacomini, Mario De Appollonia e Sergio Maldini).